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Tutti i club sono pronti sulla griglia di partenza, gli arbitri… con i fischietti in bocca!

arbitri

Ecco i giudici di gara designati per la Seconda Giornata del Campionato di Serie A TIM 2011-2012:

Catania – Siena
Banti
Tonolini – Giallatini
Iv: Palazzino

Cesena – Napoli Sabato 10.09 H. 20.45
Bergonzi
Giordano – Ghiandai
Iv: Giannoccaro

Chievo – Novara
Peruzzo
Faverani – De Pinto
Iv: Ostinelli

Fiorentina – Bologna
Guida
Carrer – Alessandroni
Iv: Tagliavento

Genoa – Atalanta
Rizzoli
Stefani – Rubino
Iv: Pinzani

Juventus – Parma H. 12.30
Celi
Iannello – Bianchi
Iv: Mazzoleni

Lecce – Udinese
Damato
Nicoletti – Barbirati
Iv: Cervellera

Milan – Lazio Venerdì 09.09 H. 20.45
Rocchi
Niccolai – Romagnoli
Iv: De Marco

Palermo – Inter H. 20.45
Brighi
Di Fiore – Padovan
Iv: Doveri

Roma – Cagliari
Gava
Altomare – Musolino
Iv: Baracani

L’alba di una nuova stagione, quella col tricolore sul petto!

scudettor400di Matteo Falcone

Eccoci di nuovo qua! Siamo pronti, ci siamo! Manca davvero poco all’inizio di un nuova, fantasmagorica stagione. Il mercato da poche ore ha chiuso i battenti, finalmente possiamo ritornare a parlare di calcio vero, quello giocato.  Archiviata una campagna acquisti dignitosa, è giunto il momento di chiudere gli ombrelloni, munirci di maglioncino e rimboccarci le maniche. I vari Mexes, Taiwo, El Shaarawy, Aquilani, Pelè e Nocerino si si sono aggiunti al resto del gruppo, a quelli che qualche mese fa si sono laureati campioni d’Italia. La banda Allegri è pronta per sciogliere gli ormeggi e issare le vele alla volta di terre impervie. Territori aspri che metteranno a dura prova Pato e compagni. L’ancora è stata tolta qualche settimana fa quando la corsa, il sudore e l’acido lattico regnavano sovrani in quel di Milanello. La stagione 2011-2012 sta dunque per decollare. Si riprenderà dalla seconda giornata a causa dello sciopero indotto dagli stessi calciatori. Al Meazza verrà a farci visita una Lazio completamente rinnovata rispetto allo scorso anno, con Klose e Cissè nuova coppia d’attacco.  Sarà importante partire col piede giusto. Sarà importante comportarsi, fin da subito, da Milan.

Dove si vuole arrivare?…

Passata la sbornia per aver castigato ed umiliato (non trovo termini più adeguati) le presunzioni e le arroganze Leomorattiane, a mente fredda e senza facili entusiasmi dettati dal momento nascono alcune brevi riflessioni su quanto accaduto in settimana.
Prima del derby pareva che la vittoria e conseguente sorpasso dei cugini nei nostri confronti fossero una formalità. Addetti ai lavori stampa e tifosi non prendevano quasi in considerazione l’idea nemmeno del pareggio. Poi è successo quello che è successo…le facce incredule dei giocatori interisti e dello stesso Leonardo lasciavano trasparire proprio questo: incredulità.
Il Milan dal canto suo ha fatto la così detta partita perfetta, asfaltando in ogni zona del campo l’armata (brancaleone) nerazzurra. Bene, penserà qualcuno, abbiamo umiliato in mondovisione l’Inter, qualcuno parlerà di noi, qualcuno dirà che se siamo in testa da quasi tutto il campionato forse un merito ce l’abbiamo, qualcuno parlerà del Milan….ebbene signori no….distrutta l’Inter, chi si porta in auge ora?…Il Napoli! Si il Napoli, quelli che abbiamo asfaltato a san siro (oltre che all’andata) qualche settimana fa, quelli che si sono messi in 11 davanti alla linea di porta e poi pretendevano pure di vincere la partita…si il Napoli ora è l’antimilan! E allora W il Napoli!….Basta leggere qualche articolo, basta ascoltare le trasmissioni tv (per chi ha il fegato di farlo) che si percepisce come la squadra del momento non è il Milan che ha umiliato l’Inter..no signori…è la Mazzarri Group..quelli che vincono a fatica pure con il Poggibonsi in casa, però vincono perchè hanno il c……uore.
Per carità sono a 3 punti ed è legittimo sperare ed è giusto rendere merito al Napoli. Ma da lì a sentir parlare solo di loro…beh francamente lascia pensare.
Prandelli CT della nazionale si permette di dire che tifa Napoli (dichiarazione poi smentita) appoggiato da Ulivieri, presidente dell’associazione allenatori…dimenticando che quando Lippi disse che vedeva la Juventus campione ai danni dell’Inter, tutta la stampa appecoronata a sua maestà Mourinho appoggiò quest’ultimo…perchè si sa, i buffoni hanno sempre fatto audience, e a loro Mourinho piaceva tanto.
Mazzarri, il “simpatico” toscanaccio che appena apre bocca dice che noi abbiamo paura di lui? Dove lo mettiamo Mazzarri?..alcuni dicono è il Mourinho italiano..ah ecco perchè…….peccato che a san siro ha schierato un catenaccio da far rabbrividere il Trap..ha perso un’occasione per dimostrare con i fatti e non solo a chicchiere il proprio valore….
Tutto questo per dire che se qualsiasi cosa faccia il Milan non va mai bene, o comunque è da sminuire, se Ulivieri dalle pagine dell’Unità rilascia certe dichiarazioni, il cattivo pensiero che si vuole fare è solo uno…Il Milan sta sulle palle perchè è la squadra di Berlusconi…e allora abbasso il Milan…..
Non giriamoci più intorno, non nascondiamoci più dietro un dito, questa è la realtà. Pur di colpire Berliusconi, si colpisce il Milan. Ignorando TOTALMENTE che il Milan non è solo Berlusconi, il Milan è e sarà sempre una società di calcio con milioni e milioni di tifosi, e non sono tutti per Berlusconi! A questi milioni di tifosi interessa il Milan, e vorrebbero che sul Milan i giudizi fossero CALCISTICAMENTE obiettivi, e non dettati da altre situazioni o circostanze che non c’entrano nulla con il calcio. Negare ciò sarebbe negare l’evidenza

W IL MILAN
SEMPRE E COMUNQUE

Diario di bordo del 2 Aprile 2011… I ragazzi asfaltano i cugini nerazzurri: San Siro parla solo rossonero!

di Matteo Falcone

Sono passati svariati giorni da quel fatidico sabato 2 Aprile eppure mi sento ancora in “campo”, come se mi trovassi nel bel mezzo della battaglia. Il primo vero caldo di quest’anno, con la temperatura che sfiorava i 25 gradi, è come se volesse suggerirmi qualcosa. Non so di preciso quale fosse il suo messaggio. La sfida del Meazza è stata indubbiamente la più sentita dell’ultimo decennio, euro-derby di Champions a parte. La gente, le televisioni, i giornali, i colleghi di lavoro… non facevano altro che sbilanciarsi sulle sorti del match, come se si fossero armati di una sfera di cristallo con lo sfondo a tinta unica: prettamente nerazzurro per la precisione. Continuavano a ripetere incessantemente che l’esercito “Morattiano” avrebbe vinto la guerra. L’artiglieria pesante da sfoggiare contro un misero branco di pecorelle smarrite, il nostro appunto, era nettamente superiore. Ebbene si, il Milan reduce da risultati tutt’altro che esaltanti è stato dipinto come una mandria di buoi. Due partite storte e…boom ecco colare a picco le quotazioni della capolista. Anche i tifosi “part-time” sono arrivati al giorno della verità storcendo il naso. Si sono aggiunti alle migliaia di persone che davano vittoriosa la squadra di Leonardo. Come lui hanno intrapreso un cammino “pericoloso” imboccando la strada sbagliata. Il tecnico brasiliano per la seconda volta si è ritrovato faccia a faccia col suo passato. In questa circostanza, però, gli è andata male: San Siro era imbottito di tifosi rossoneri fino a scoppiare. Il colore del fuoco (il rosso) e l’altro (il nero), nato per imprimere paura all’avversario, padroneggiavano in quel del Meazza. La coreografia allestita dalla Curva Sud era tutta per lui, o meglio contro di lui. I cori, che nascevano dalla stessa per poi coinvolgere il bagno di folla accorsa allo stadio rimbombavano con un’intensità inaudita. Il calar delle tenebre non potevano privarmi della mia seconda pelle: quella rossonera. La temperatura era scesa di qualche grado, ciò nonostante quella maglia che indossavo è rimasta lì intatta. Non volevo coprirla, non sentivo questa esigenza. L’immenso telone che andava a raffigurare l’ultima cena (la “sorpresina” preparata appositamente per l’allenatore dell’Inter) stava pian piano venendo giù. Il tempo di capire come si stesse volgendo l’azione che..il “tagadà della Sud” aveva cominciato ad andare a tutta. Chissà se l’arbitro aveva fatto in tempo ad armarsi di fischietto e cartellini?!…Fatto sta che il papero rossonero l’aveva messa! Il boato di San Siro era un mix di potenza ed incredulità. Primo minuto e già avanti di un gol: meglio di così… Per un secondo sarei voluto stare nella testa dei tanti sostenitori nerazzurri. Meglio concentrarmi su me stesso e urlare come un dannato. Il Milan era avanti già ad una quarantina di secondi dal fischio di inizio. Non potevo crederci, nessuno ci credeva. I minuti scivolavano via come se niente fosse. Il miracolo di Abbiati sul colpo di testa di Thiago Motta è stato qualcosa di incredibile, Eto’o che si divora l’1-1 a un metro dalla linea di porta..brrr che brivido! Per non parlare della traversa di Van Bommel: il destro fulminante dell’olandese, complice una deviazione di Chivu, si è andato a stampare proprio sulla parte alta della porta interista…maledizione! L’intervallo giunse tempestivo: era necessario ricaricare la voce e le batterie in vista di una ripresa al cardiopalma, da vivere tutta d’un fiato. E’ attorno al decimo minuto del secondo tempo che accade l’impensabile: Chivu si becca il rosso per fallo da ultimo uomo su Pato, e qualche minuto più tardi è sempre il nostro numero 7 a portarci sul 2-0 gonfiando la rete con un colpo di testa. Altro giro, altra corsa. La curva “ballava”. Non si poteva scendere, non ci tenevo a farlo. Avrei ballato con lei per ore e ore senza mai fermarmi. L’Inter sembrava stregata da questa “mandria di buoi”. Non c’era Giuda che reggeva dinanzi alla superiorità della banda Allegri. Annichilito dai colpi di un super Pato e ammaestrato dai domatori Nesta e Thiago Silva, il sottomarino neroazzurro è sprofondato negli abissi più profondi proprio ai titoli di coda di questo 176° confronto stracittadino. Ad una manciata di secondi dal 90′, Cassano si procura e realizza il rigore. La “scala del calcio” era lettaralmente esplosa, me compreso. Non ci stavo più nella pelle, loro non ci stavano più sugli spalti: i tifosi ospiti, rispediti a meno cinque in classifica, avevano abbandonato frettolosamente le gradinate dello stadio. Noi no. Proseguivano incessanti i cori rivolti alla squadra, ai giocatori, alla società…anche quelli contro una vecchia conoscenza del nostro ambiente: quel “Giuda interista” tanto osannato fino a qualche giorno fa dal popolo devoto al biscione e ritrovatosi nel giro di poche partite (derby e andata dei quarti di Champions per intenderci) dall’essere un tecnico di alto livello ad un normal people. D’altronde si sa: questa è la fine di chi vive strisciando. Io vi avevo avvertiti miei cari… =) =) =)

“Pazienza” Napoli sarà per un’altra volta…

di Matteo Falcone

Uno, due, tre: il tris è servito! Ibra, Boateng e Pato congelano il risultato sul 3-0 e Il Milan può così volare a +5 sui cugini nerazzurri spedendo proprio i partenopei al terzo posto in classifica, a sei punti dalla vetta. Il vero “matador” della serata è stato senza ombra di dubbio Alexandre Pato e non l’altro, Cavani, giunto a Milano in versione “gita scolastica”. L’attaccante rossonero ha incorniciato la sua prestazione con un assist al bacio per Boateng ed un gol di pregevole fattura, quello che ha fatto calare il sipario sul big match del Meazza con tanto di pacco “regalo” restituito alla critica e ai suoi discepoli. Il Napoli, visto ieri sera, si è rilevato un vero e proprio flop a discapito delle ottime prestazioni offerte fin qui nel corso della stagione. La squadra di Mazzarri, mai così rinunciataria e priva di idee, è arrivata nel capoluogo lombardo con timore e poca personalità. Grazie all’ottimo lavoro della retroguardia rossonera, l’attacco biancazzurro è risultato sterile e poco incisivo tant’è che nessun tiro è stato indirizzato nello specchio della porta difesa da Abbiati. Il primo tempo noioso e caratterizzato dalla presenza di nervosismo, ha fatto spazio ad una seconda frazione di gioco decisamente più frizzantina nella quale il Milan è riuscito a costruire un’importante vittoria, conquistando tre punti d’oro per la corsa scudetto. I terzini di casa, Jankulovski (si, avete capito bene) e Abate hanno svolto un ottimo lavoro sia in fase di interdizione che in quella di spinta; Nesta e Thiago Silva sono risultati praticamente perfetti nell’arginare le sfuriate avversarie; il centrocampo, composto inizialmente da Gattuso, Van Bommel e Flamini ha fornito il giusto apporto al resto della squadra; l’attacco, decisamente meglio nella ripresa quando sono arrivati i gol di Ibra e Pato. L’attaccante svedese, proprio nei primi minuti del secondo tempo, ringrazia Aronica (intervento scomposto) e realizza il penality decretato dall’arbitro Rocchi. La rete dell’1-0 sveglia il Milan, mentre il Napoli finisce schiacciato dalla morsa del diavolo che sfiora il raddoppio con due nitide palle gol disinnescate da un De Sanctis a dir poco superlativo. Devastante l’impatto con la partita di Kevin Prince Boateng, entrato al 66′ al posto di Binho. Il numero 27 di mister Allegri si è catapultato più volte nel cuore dell’area di rigore degli ospiti firmando la rete del momentaneo 2-0, a soli dieci minuti dal suo ingresso in campo. A chiudere la pratica del match-scudetto ci ha pensato il papero rossonero con una perla da fuori area che non ha lasciato scampo al portiere azzurro. Il Monday Night parla una sola lingua, quella rossonera. Mazzarri non è dello stesso avviso, ma in fondo si sa: i punti di vista rimangono pur sempre punti di vista..

MARASSI, 16 ANNI DOPO CI SIAMO ANCHE NOI…

di Matteo Falcone

Sembrava di esser tornati indietro nel tempo esattamente a 16 anni fa quando entrambe le curve venivano prese d’assalto dai tifosi delle rispettive compagini così come avviene in un normale incontro di calcio. La sfida del Luigi Ferraris di domenica, mediaticamente pompata fino all’esagerazione, si è conclusa con il risultato di 1-1. Un pareggio, il secondo consecutivo dopo quello interno con la Lazio, che sta stretto agli uomini di Allegri. Un mezzo passo falso che ha inevitabilmente avvicinato le inseguitrici, ora a pochi punti dal vertice. I rossoneri hanno evidenziato tutti i limiti dell’ultimo periodo: tanto possesso palla, molte palle lunghe e difficoltà nel capitalizzare le occasioni create. Ciò nonostante, Pato e Ibrahimovic hanno dimostrato una certa intesa cercandosi a più riprese. E proprio dall’asse tra i due attaccanti è nato il gol del vantaggio firmato dal ventunenne brasiliano. I centrali difensivi, Yepes e Thiago Silva, hanno contenuto doverosamente gli attaccanti avversari, ma si sono dovuti arrendere al flipper beffardo in chiusura di primo tempo che ha consentito a Floro Flores di depositare la sfera alle spalle dell’incolpevole Abbiati pareggiando così le sorti del match. Gli ingressi di Cassano ed Emanuelson nella ripresa non hanno mutato il volto di una partita che si è mantenuta abbastanza equilibrata, ma che non è riuscita a regalare grandi lampi di spettacolo. Genova è tornata a tingersi di rossonero dopo la morte del tifoso rossoblù Vincenzo Spagnolo del 29 gennaio 1995. Il Milan è tornato a casa con un misero punticino divenendo a tutti gli effetti il nemico di se stesso. Un’inversione di tendenza è d’obbligo per il club di Via Turati: questo inizio 2011 non sta sortendo assolutamente gli effetti sperati.

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