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Ortona/Abruzzo

Ortona

Su un promontorio che domina il mare, al centro Panoramadella costa adriatica abruzzese, ad un’altitudine di 72 metri, sorge Ortona, centro marinaro di antichissima origine, abitato dai Frentani già nel X sec. a.C.

Ortona appartiene alla provincia di Chieti, ma è geograficamente più vicina a Pescara, distante solo 22 Km. E’ il terzo comune della Provincia per estensione mentre si colloca al quarto posto per popolazione con i suoi 23.500 abitanti, distribuiti, storicamente, per il 60% circa nel centro urbano e per il restante 40% nelle numerose e popolate frazioni che costellano l’intero territorio comunale.

La città è servita da un ottimo sistema di collegamenti: Castello-AragoneseStrada Statale n.16 Adriatica e autostrada A14 Bologna-Bari, sulla quale s’innesta, a soli 20 Km; dal casello di Ortona, la A24/A25 Pescara-L’Aquila-Roma; linea ferroviaria Milano-Lecce con le stazioni di Ortona, adiacente l’area portuale, e Tollo-Canosa, nella zona nord, a metà strada tra Ortona e Francavilla; aeroporto d’Abruzzo P. Liberi, di Pescara, a soli 25 Km.

Nel periodo estivo un veloce e moderno aliscafo collega quotidianamente il porto di Ortona, proprio sotto la città, ai piedi del promontorio, con l’arcipelago delle Isole Tremiti.
Il clima è gradevolmente temperato: freddo e asciutto, ma Belvedere Orientalenon particolarmente rigido, d’inverno con, a volte, qualche nevicata anche intensa; caldo, ventilato e poco umido d’estate.

La particolare conformazione orografica della costa, estesa circa 20 Km, è costituita, dopo un primo tratto a nord (Foro e lido Riccio) di spiaggia ampia e sabbiosa, da un susseguirsi ininterrotto di golfi, insenature, promontori, spiaggette, scogliere, miracolosamente preservate, che, con una interessante e cospicua presenza di tipica flora mediterranea, caratterizzano l’offerta turistica.

L’economia si è sviluppata prevalentemente attorno alle Lido Riccioattività marinare, favorite dalla presenza, da sempre, di un porto, ed alla agricoltura con un’alta specializzazione nella produzione intensiva della prelibata uva da tavola Pergolone e delle ottime uve da vino Trebbiano e Montepulciano.

Diverse cantine private e due grandi cantine sociali producono e commercializzano ottimi vini Doc: il Trebbiano, il Montepulciano e il Cerasuolo d’Abruzzo; inoltre grazie ad un’iniziativa congiunta di Regione e Comune, nelle sale di Palazzo Corvo, nel cuore del quartiere medioevale, opera l’Enoteca Regionale.

Per la qualità e quantità dell’offerta, Ortona a ragione può Baia Acquabellaessere definita la capitale vitivinicola abruzzese.

Altro volano economico è il porto, il cui bacino misura circa un milione di mq., sede di alcuni cantieri navali e basi logistiche di grandi società operanti nel settore offshore.
La tradizionale attività della pesca è praticata da una flottiglia di una quarantina di pescherecci di medie dimensioni, operanti esclusivamente nel medio Adriatico, e da diverse decine di piccole imbarcazioni che, abilitate alla pesca sottocosta, raccolgono dai bassifondi scogliosi un pescato particolarmente ricercato dai buongustai.

 

 

San Tommaso

Nel 1258 vennero portate ad Ortona le ossa San Tommasodell’Apostolo Tommaso, provenienti dall’isola greca di Chio, nell’Egeo, dal navigante ortonese Leone Acciaiuoli, di ritorno da una spedizione navale in appoggio ai Veneziani in lotta contro i Genovesi.

Custodire le reliquie di uno dei dodici apostoli di Cristo è un privilegio tanto raro quanto esaltante e non solo per ovvie motivazioni di natura religiosa ma anche per le evidenti connessioni storiche e culturali.

Ortona, da oltre sette secoli, è gelosa custode dei resti terreni dell’Apostolo simbolo dell’incredulità e dello scetticismo. Le reliquie si trovano all’interno della Cattedrale cattedrale omonima.

La chiesa ha subito gravi distruzioni durante la seconda guerra mondiale e oggi si presenta con un esterno in mattoni moderni, ma con il portale in stile gotico opera di Nicola Mancino. L’interno è fatto a croce latina e custodisce opere di pregio, come l’Incredulità di San Tommaso, di Basilio Cascella, maioliche di Tommaso Cascella e due portelle in bronzo dello scultore ortonese Stefano Durante. Nelle ampie sale attigue alla cattedrale c’è il Museo Diocesano di Arte Sacra, che raccoglie preziose testimonianze provenienti dalle chiese della città e dei dintorni.Panorama dal porto

La festa patronale del Perdono si celebra la prima domenica di maggio. Oltre che per la cerimonia religiosa, intensa e suggestiva, il Perdono è anche noto per i festeggiamenti civili e per la rievocazione storica del Corteo delle chiavi d’argento. Nel pomeriggio del sabato precedente la festa, le autorità civili, al seguito di un corteo in costume, si recano in Cattedrale con le chiavi d’argento custodite dalla Civica Amministrazione che, unite a quelle conservate dall’autorità ecclesiastica, consentono di aprire la teca contenente il sacro busto dell’Apostolo.

 

 

La Battaglia di Ortona

Quartiere Terravecchia

Durante la 2ww la città di Ortona diventa terreno di aspri scontri.

Da Ortona passa la linea Gustav, che ha l’altro capo a Cassino: una linea di difesa fortificata apprestata dalle forze germaniche nel punto più stretto della penisola. Infatti è proprio durante la seconda guerra mondiale che Ortona conosce momenti veramente difficili. La maggior parte della popolazione è costretta a scappare dalle proprie case. A nord, l’esercito tedesco e a sud, quello degli alleati, bombardano ininterrottamente per circa 6 mesi. La città praticamente rasa al suolo, venne definita da Canadian War CemeteryWinston Churchill come “Piccola Stalingrado” per via del fatto che, similmente alla città russa, la battaglia si prolungò lungamente nel corpo della città, portata avanti con scontri casa per casa. Restano in piedi pochissimi edifici e comunque con gravissimi danni strutturali. La città fu liberata soltanto nel dicembre del 1943.

Per questi motivi la città fu insignita della medaglia d’oro al valor civile.

A questa vicenda bellica passata alla storia come la “Battaglia di Ortona”, è dedicato il Museo della Battaglia (Muba), una struttura espositiva di tutte le fasi dell’eventoQuartiere Terravecchia bellico, sita in Corso Garibaldi presso il Complesso Sant’ Anna.

Inoltre sulla collina di contrada San Donato, a sud del centro urbano, ai margini della strada statale n.16 Adriatica, è situato il Moro River War Canadian Cemetery (Cimitero Canadese di Guerra del Fiume Moro) consacrato il 16 aprile 1944. Vi riposano le spoglie di 1615 soldati caduti nell’ultimo conflitto mondiale, molti dei quali appartenenti al Loyal Edmonton Rgt, il Reggimento Canadese che ha pagato il più alto tributo di sangue nella Battaglia di Ortona. Il Sacrario è meta ogni anno di migliaia di visitatori e reduci provenienti dal Canada, Australiana, Nuova Quartiere TerravecchiaZelanda e Regno Unito.

 

 

L’Istituto Nazionale Tostiano

Ortona è anche la patria di Francesco Paolo Tosti.

Dal 1983 presso Palazzo Corvo, opera l’ Istituto Nazionale Tostiano.

L’Istituzione di impegno musicologico si occupa statutariamente della vita e delle opere del compositore Francesco Paolo Tosti, degli altri musicisti abruzzesi e più in generale della musica vocale da camera e di altri settoriTeatro F.P. Tosti della cultura musicale. Tale lavoro viene svolto attraverso il collegamento con istituzioni di cultura, editoria ed organizzazione musicale di rilevanza internazionale e con un’intensa attività musicale editoriale e discografica, l’attivazione di corsi di perfezionamento internazionali e l’organizzazione di mostre, seminari e convegni e di concorsi in Italia e all’estero.
L’Istituto possiede un ricco patrimonio di oggetti e documenti di notevole interesse storico ed artistico legato, oltre che alla figura di Tosti, al musicista Guido Albanese, al baritono Giuseppe De Luca, e ad altre personalità della vita musicale italiana. Da visitare.

 

 

Enogastronomia

La cucina ortonese s’ispira ai due elementi che hannoPorto Turistico caratterizzato la vita sociale ed economica della comunità: mare (piatti a base di pesce) e terra (cucina tipica contadina).

Il piatto sicuramente più apprezzato della cucina marinara è il brodetto, una zuppa di pesce cucinata, rigorosamente con olio extravergine di oliva, nei caratteristici tegami di terracotta, comprendente molteplici varietà ittiche, da quelle dell’alto mare a quelle pescate nei bassifondi scogliosi della costa. Da scoprire sono “i polpi in purgatorio”. Tra i primi, oltre a spaghetti ai frutti di mare e linguine al sugo di pesce, vanno ricercati i capellini trinciati in brodo di pannocchie e, con una certa dose di pazienza la pasta al sugo dei pelosi, ma attenzione perché la “caccia” a questo prelibato granchio è resa particolarmente difficile da norme molto restrittive.

Della cucina contadina, molto ampia, rinomata è la pasta alla chitarra; ottimo il brodo con cardone classico piatto della festa importante; caratteristiche le “pallotte casce e ove” (polpette a base di formaggio, uova e pangrattato); singolare la “pizze ‘e fuoije strascinate”, verdure ripassate in padella accompagnate con focaccia di granturco cotta “sotto il coppo”; forte la grigliata caratterizzata da fegatazzi (salsicce di fegato); gustosi i fagioli con le cotiche; prelibato il coniglio sotto il coppo; insolito lo spezzatino cif e ciaf.
Uno sfizioso connubio mare-terra si realizza con seppie e piselli, baccalà e peperoni arrosto, broccoli e stoccafisso, Baccalà (o stocco) e patate in umido.

I rinomati vini, pezzo forte della cucina locale, sono: il “Trebbiano d’Abruzzo” dal colore giallo paglierino; gradevolmente profumato, dal sapore asciutto, vellutato e armonico, ottimo coi piatti a base di pesce, esprime le sue migliori qualità se bevuto freddo; il “Montepulciano d’Abruzzo” che ha colore rosso rubino intenso lievi sfumature violacee, particolarmente indicato per accompagnare arrosti e cacciagione e il “Cerasuolo d’Abruzzo”, prodotto mediante un particolare processo di vinificazione delle uve Montepulciano, ha colore rosso ciliegia, un odore fruttato ed intenso, un sapore morbido con retrogusto garbatamente mandorlato, particolarmente gradito anche dai palati più esigenti.. Va bevuto fresco ed è indicato per gli arrosti ma ben si associa anche alla cucina di mare.
Per assortire più adeguatamente l’offerta e meglio soddisfare i nuovi gusti dei consumatori, in particolare dei giovani, sono stati introdotti sul mercato, più recentemente e con ottimi riscontri, altri vini: Chardonnay, frizzantini, novelli, spumanti, etc.

Infine il dolce tipico è la nèvola.

Quasi venerata dagli ortonesi e praticamente introvabile in altre località. Si tratta di una cialda dal sapore delicato, arrotolata a forma di cono, costituito da un impasto di farina, mostocotto ed olio, aromatizzato con semi di anice, cotto tra due apposite piastre di ferro arroventate. La sua esistenza è documentata sin dal XV secolo.
Accomunate alle nevole, per il procedimento di cottura, sono le più comuni pizzélle, altrove chiamate ferratelle.

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